ASSINRETE: Reti di Imprese tra soli professionisti possono ben essere costituite

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ASSINRETE: Reti di Imprese tra soli professionisti possono ben essere costituite

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A cura di Oliviero Casale, Vicepresidente del CTS e Consigliere di ASSINRETE

Il MISE con il parere n. 23331/2020 del 28-01-2020 afferma che “Reti di Imprese tra soli professionisti possono ben essere costituite” anche se specifica che “al momento non esiste una previsione che ne consenta la pubblicità”.

Il parere del MISE ha come oggetto “Contratto di rete tra professionisti” ed è in risposta a un quesito presentato il 21 gennaio 2020 in materia di partecipazione di soggetti diversi dalle imprese ai contratti di rete, con particolare riferimento a:

  1. rete costituita tra soli professionisti, tutti iscritti ad un Albo, ma non al registro imprese;
  2. rete “mista” costituita tra professionisti iscritti all’Albo ma imprese e altri soggetti ivi iscritti quali società tra professionisti, tra avvocati, imprenditori commerciali e società commerciali».

Nel parere del MISE si fa riferimento che il legislatore ammette che i soggetti di cui all’articolo 1 della legge 81, con esclusione dunque delle imprese e dei piccoli imprenditori, possano costituire reti e partecipare a contratti di rete misti.

Questo in particolare perché l’espressa previsione normativa che limitava ai soli imprenditori la possibilità di costituire e partecipare a contratti di rete è stata superata con l’entrata in vigore della legge n. 81 del 2018, che all’articolo 12, comma 3 afferma: «è riconosciuta ai soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, la possibilità: a) di costituire reti di esercenti la professione e consentire agli stessi di partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste, di cui all’articolo 3, commi 4-ter e seguenti, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, con accesso alle relative provvidenze in materia».

Nel parere il MISE, inoltre, precisa che il richiamo da parte dell’articolo 12, comma 3, dell’articolo 3, comma 4 ter e ss del D.L. 3/2009, impone che la pubblicità del contratto sia assolta come previsto dalla norma richiamata. La norma prevede infatti che nel caso di contratto di rete “ordinario” (privo cioè della soggettività giuridica), la pubblicità sia assolta tramite iscrizione a margine di ciascuna posizione nel registro delle imprese di ogni imprenditore, del contratto di rete.

Nell’ipotesi contemplata dalla norma in esame, risulta impossibile iscrivere il contratto di rete, sulla posizione di un soggetto (“che svolge attività professionale”) non iscritto al registro delle imprese. In questa fase, a legislazione invariata, pertanto, appare possibile – a fini pubblicitari – la sola iscrizione di contratti di rete misti (imprenditoriali – “professionali”), dotati di soggettività giuridica, come descritti al comma 4 quater del ridetto articolo 3 del D.L. 5/2009. Detta fattispecie infatti, prevedendo (proprio perché dotata di autonoma soggettività) l’iscrizione autonoma della rete al registro delle imprese, non già sulla posizione dei singoli imprenditori “retisti”, consentirebbe la possibilità di costituire e dare pubblicità alle reti miste di cui al punto n. 2 del quesito.

Ne consegue, precisa il MISE, che reti pure tra professionisti possono ben essere costituite, ma al momento non esiste una previsione che ne consenta la pubblicità.

Da ultimo, come evidenziato nel parere del MISE, occorre precisare con riferimento al punto 2 del quesito che, ove il professionista non appaia in proprio, ma sotto forma di STP, attesa l’iscrizione della medesima in sezione speciale del registro delle imprese, apparirebbe assolto anche l’onere della “natura formalmente imprenditoriale” del retista con possibilità di costituzione di reti non soggetto.

Riferimenti:

  • MISE – Parere n. 23331/2020
  • INL – Circ. n. 7 del 29.03.2018: distacco e codatorialità nel contratto di rete;
  • Distacco e codatorialità nel contratto di rete: un commento alla circolare n. 7/2018 dell’Ispettorato

Bologna, 1 febbraio 2020

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